Essi sono già dentro di noi.

di Lu. Bi. 

Mentre la città di Los Angeles bruciava, e le telecamere dall'alto degli elicotteri filmavano le case in fiamme, un oggetto volante non identificato passava ad incredibile velocità sopra il luogo del disastro. Difficile accorgersene eppure, rivedendo la registrazione al rallentatore, si distingue perfettamente uno strano velivolo "sigariforme" sorvolare la città. Tutto questo avveniva mentre le prime nebbie avevano iniziato a diffondersi su diverse aree del pianeta, lasciando al suolo residui simil-polimerici. Insistere con l'idea che le forme di vita aliene siano somiglianti alla specie umana è pura presunzione: non esiste prova o dato che ci dica che si tratti di una specie xenomorfa con tratti umanoidi, o comunque con una psicologia e una logica simile a quella umana, con obiettivi, ideali e valori vicini a quelli umani. Gli alieni che noi oggi avvistiamo potrebbero sconfessare, e non poco, i simpatici alieni che per anni abbiamo visto al cinema e con i quali siamo cresciuti. E' anche possibile che la specie aliena abbia una storia così antica che sia riuscita ad evolversi in un'unica entità collettiva, costituita da innumerevoli particelle identiche tra loro, in continua replicazione: una sorta di comunità di microrganismi dotati di una intelligenza collettiva, messa in rete, proprio per questo estremamente coordinata e superiore all'intelligenza oggi in dotazione alla specie umana. Così come certi pesci si raggruppano in banchi quando si muovono in gruppo, per aumentare le probabilità di sopravvivenza di ciascun membro, così anche gli extraterrestri potrebbero essersi organizzati ed evoluti, forse anche in simbiosi con le loro macchine e con l'ausilio delle loro intelligenze artificiali.

A questo punto diventa difficile continuare a pensare che la conquista dell'universo sia un'amichevole partita della solidarietà tra esseri buoni e gentili: è più probabile invece che si tratti di una feroce ma fredda lotta senza pietà tra le più brillanti intelligenze della galassia e non solo. Si dovrebbe iniziare a parlare di potenza o profondità di analisi dell'intelligenza oltre che di energia a disposizione per ogni civiltà candidata alle esplorazioni e alle conquiste extramondo. Infatti è solo attraverso l'intelligenza che la specie umana potrà avere qualche minima possibilità di sopravvivenza, prima di tutto a se stessa e, immediatamente dopo, nei confronti di eventuali attacchi da parte dei conquistatori alieni. L'energia a disposizione sulla Terra al momento è insufficiente per qualsiasi avventura stellare, o per attuare una difesa efficace alle incursioni di intrusi ostili: non esiste al momento una tecnologia in grado di superare o avvicinarsi alla velocità della luce o di trasformare in grande energia  una piccola quantità di minerale o una risorsa rinnovabile. Il petrolio e l'uranio sono al momento le fonti di energia che rendono maggiormente in confronto al lavoro necessario per sfruttarle, ma tutto il petrolio e l'uranio del mondo non basterebbero nemmeno per superare la fascia di Kuiper, ad "appena" 50 ua di distanza dalla Terra. Per difenderci efficacemente o fuggire altrove non ci rimane quindi che qualche bagliore di intelligenza, se ne rimane ancora un po'. Già il brillante astrofisico Stephen Hawking aveva messo in guardia l'umanità dicendo che spedire nello spazio le sonde Voyager, con impresso sul portellone l'indirizzo di casa del nostro pianeta, non era stata una buona idea: facilmente saremmo stati individuati in un tempo, il nostro, di grande stupidità e disorganizzazione tecnologica e sociale. Trasmettere nello spazio segnali radio a onde corte è pericoloso, ci dice la logica. Sarebbe stato più saggio e prudente attendere e mimetizzarsi nel silenzio delle profondità cosmiche. Ma la specie umana ha preferito seguire la propria indole di vanità, proprio perché essenzialmente ancora troppo stupida e immatura per competere allo stesso livello delle grandi civiltà dello spazio. Questa è semplice strategia militare che ogni esercito conosce: "se il mio nemico non mi vede, e non mi trova, non può uccidermi". Potrà sembrare banale dirlo, ma a vedere come vanno le cose si può dire che oggi la specie umana disponga, mediamente, di una potenza intellettiva molto scarsa: le azioni che compie sono per lo più azioni dannose verso la propria stessa specie e il pianeta che abita. Anziché risolvere i problemi che ha, l'Uomo ne crea altri oppure adotta soluzioni altrettanto problematiche perché è essenzialmente un essere egoista, vanitoso e non dispone di un'intelligenza collettiva, bensì individuale.

In un contesto del genere qualsiasi nemico avrebbe gioco facile, e nulla gli impedirebbe di prendere il controllo del pianeta ed imporre la sua politica, la sua logica, la sua determinazione a sfruttare ogni risorsa del pianeta a proprio vantaggio se solo lo volesse. Siamo già esposti a questo tipo di minaccia, ma l'esecrabile essere umano non distingue più le priorità: preferisce autodistruggersi in futili e fratricidi conflitti piuttosto che osservare quanto sia nudo, privo di alcuna difesa rispetto ai pericoli, grandi e concreti, che corre nell'universo rappresentando appena una piccola comunità di individui deboli, stupidi e con una tecnologia ridicola. Non dispone di strumenti ne di un pensiero acuto ed intenso per interpretare la realtà e codificare un qualche tipo di risposta sensata ad un eventuale confronto con una specie tecnologicamente evoluta. Per fare un esempio sarebbe come far giocare a scacchi Boris Spasskij contro un dilettante che conosce appena i nomi dei pezzi: il risultato della partita sarebbe scontato. Civiltà enormemente più grandi e sviluppate della nostra potrebbero essere costituite da un numero incredibili di individui (anche centomila miliardi) e popolare addirittura una serie di sistemi stellari, disponendo di una tecnologia avveniristica sviluppata in un arco di tempo decisamente più lungo rispetto a quello che l'Uomo ha avuto dall'epoca della scoperta del fuoco ad oggi. Una civiltà di questo tipo impiegherebbe davvero pochi istanti per conquistare la Terra e a sbarazzarsi dell'umanità. Per di più, la conquista della Terra sarebbe per essa una tra le campagne più irrilevanti e meno soddisfacenti, in confronto alla sua grandiosa storia di conquiste. 

In tal senso, questo articolo, oltre che tentare di far riflettere sulla terribile verità, vorrebbe essere anche un invito alla pace, quando invece sembra che l'Uomo non resiste a farsi la guerra in casa propria e a desiderare inconsciamente la propria autodistruzione. Sarebbe invece forse il caso che le intelligenze del mondo (non stiamo parlando degli attuali protagonisti dello scenario politico mondiale) si coalizzassero tra loro, intanto per far progredire l'umanità verso un futuro migliore fatto da vero benessere per gli individui, abbattendo ogni forma di oppressione e sopruso interno, e poi - anche come normale conseguenza  a migliori condizioni di vita raggiunte - per sviluppare un'intelligenza pronta e capace nel contrastare, a questo punto, una probabile invasione aliena, la quale potrebbe arrivare in qualunque momento e sotto ogni forma possibile.

Ma essi, disgraziatamente, sono probabilmente già tra di noi. Hanno avuto più tempo per osservare, evolversi, organizzarsi e forse, con uno scarto di "appena" una decina di millenni, hanno già pianificato l'attacco al pianeta Terra e all'umanità. Sono pronti da secoli, non agiscono, o agiscono con gradualità, forse per studiare l'uomo, per conoscerlo o per divertirsi con esso. Sforziamoci di pensare che il significato del tempo sia relativo per ogni singola specie: un tempo definito "lungo" per il genere umano potrebbe essere molto breve per la specie aliena. La nostra logica potrebbe non essere comprensibile e non valere per loro. Impariamo a ragionare fuori dagli schemi, non diamo nulla per scontato. L'alieno potrebbe avere qualsiasi forma e consistenza, qualsiasi dimensione, essere visibile o invisibile, costituito da atomi di carbonio, silicio, tungsteno o addirittura... fatto di polistirolo! Questi dubbi e incertezze sono presupposti indispensabili se vogliamo avvicinarci alla tematica con un minimo di serietà e sono il primo segno di intelligenza. 

Rimanendo razionali (almeno dal punto di vista umano), nulla ci vieta di pensare che la nebbia stessa, che abbiamo visto e respirato nelle ultime settimane, sia proprio il corpo fisico del nemico. Egli adesso potrebbe già vivere dentro di noi.

Il prossimo articolo verrà pubblicato: domenica 9 marzo 2025.

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