Silenzio! Il nemico ci ascolta.

A causa di problemi tecnici la pubblicazione dell'articolo della nostra collaboratrice Conni Letters è posticipato alla prossima domenica. Ci scusiamo per il disagio: intanto pubblichiamo un articolo di attualità.


di Lu. Bi.

Millenarie civiltà extramondo in ascolto di segnali radio provenienti da sistemi Stellari lontani, potrebbero aver captato segnali di vita provenienti dal pianeta Terra. Mosse da intenzioni ostili o anche solo per scopi di ricognizione, queste civiltà potrebbero aver già trasferito, in modo occulto, unità esplorative sul nostro pianeta. Non è escluso che abbiano installato basi logistiche in punti strategici nel nostro ecosistema naturale ed umano. Alcune testimonianze riferiscono di velivoli non identificati andati in immersione in mare, al largo delle coste, lontano da sguardi indiscreti. Sono numerosi infatti i pescatori e i naviganti che una volta rientrati in porto hanno parlato di inquietanti fenomeni: racconti che finora venivano derubricati dalle autorità marittime come allucinazioni dovute a stati di ubriachezza o deliri dettati dalla solitudine in mare. Tuttavia ci si è resi conto che molte delle testimonianze riportate erano stranamente simili a loro sia pur raccolte in parti geografiche del pianeta molto distanti, e che spesso erano riconducibili ad avvistamenti di oggetti non identificati riportati anche dalle cronache locali di insediamenti urbani rivieraschi. Non ultimo, le stesse autorità marittime hanno ammesso di essere state in prima persona testimoni di “qualcosa di strano”. Le profondità oceaniche sarebbero dunque i luoghi dove i velivoli partirebbero e tornerebbero dopo le frequenti ricognizioni in volo sul pianeta abitato. Non abbiamo idea di quali siano gli obiettivi, e nemmeno quali siano le traiettorie e le rotte che questi oggetti tengono in volo una volta emersi dall’acqua. Solitamente l’emersione e l’immersione di questi oggetti sarebbero operazioni del tutto silenziose e stranamente prive di turbolenze: ciò dimostrerebbe da parte dei progettisti di questi “idrovelivoli” un’assoluta conoscenza della fisica e della tecnica idrodinamica. Gli oggetti sembrerebbero quasi essere stati prodotti in perfetta armonia con gli elementi naturali terrestri, ai quali si adatterebbero idealmente, permettendo ad essi di fluttuare senza riscontrare alcun problema di attrito con i fluidi in cui si muovono. Chi è in grado di produrre una macchina simile potrebbe essere in grado di concepire molte altre cose. Noi abbiamo la comune concezione che la materia sia qualcosa di visibile, tangibile, che risponda sempre alle medesime leggi della fisica, ma queste sono unicamente congetture dettate dalla nostre esperienza umana. In realtà non abbiamo abbastanza dati e conoscenze per ritenere impossibile altri tipi di manifestazione della materia e del comportamento di essa con le leggi della fisica, sempre che queste esistano e siano inviolabili. Già Albert Einstein aveva intuito che dimensioni come tempo e spazio non sono entità che rispondono a leggi fisse, ma entrambe possono essere relativizzate e inserite in contesti diversi a seconda delle esigenze. Come sia possibile aplicare questi campi di forza alle dimensioni non è ancora chiaro alla specie umana, ma le civiltà extramondo potrebbero essere già a conoscenza di tecniche e scienze a noi ignote per piegare le leggi della fisica secondo la loro volontà. Parliamo inoltre della possibilità di raggiungere velocità prossime a quelle della luce, se non proprio di superarle, della capacità di scomporre e di ricomporre la materie in particelle subatomiche per attraversare ostacoli fisici, di utilizzare la telepatia per comunicare senza conoscere la lingua dell’interlocutore. Stiamo attenti, apriamo gli occhi: civiltà tecnologicamente così avanzate potrebbero essere capaci di molte cose, tra cui quelle di confondersi in un contesto a noi famigliare. Senza voler giungere alla facile conclusione che essi si stiano gradualmente sostituendo agli esseri umani (questa era la trama di un vecchio telefilm di fantascienza), potrebbero però essere in grado di mimetizzarsi perfettamente in un ambiente naturale, assumendo forme e colori di un albero, di un sasso, di un animale. Una tecnologia capace di raggiungere un risultato del genere sarebbe perfettamente in linea con le conoscenze e capacità che abbiamo già avuto modo di riscontrare. Essi sono probabilmente nascosti fra noi, ma talmente ben integrati nell’ambiente che non siamo in grado di riconoscerne le tracce e i segni che essi lasciano. Talvolta alcune persone accusano un vago malessere, oppure per qualche motivo sentono che qualcuno li stia osservando, altre volte invece le persone vengono colte da strane sensazioni, apparentemente immotivate, che qualcosa stia per sfuggire alla loro attenzione e che non sono in grado di comprendere. Ecco, queste sono le tipiche manifestazioni del cervello umano quando ha intuito inconsciamente che qualcosa non rientra nella normalità nell’ambiente esterno. Far emergere a livelli di coscienza più superficiali queste sensazioni è però faticoso ma necessario affinché la mente possa prenderne consapevolezza e codificare una qualche forma di interpretazione e interazione. Quando notiamo un’automobile parcheggiata che ha un dettaglio solo leggermente diverso dalle altre, un albero la cui ramificazione segue una logica particolare, un insetto dalla forma e dai colori insoliti, potremmo effettivamente sospettare di trovarci di fronte ad un manufatto alieno, cioè la fedele riproduzione di qualcosa che si inserisce perfettamente nel contesto umano e terreste la cui matrice è però extramondo. Questi sono mezzi di ricognizione che il nemico utilizza per estendere capillarmente il suo controllo sul pianeta. Lo fa anche l’uomo utilizzando fototrappole per immortalare il passaggio degli animali selvatici: sono sostanzialmente macchine fotografiche opportunamente cammuffate per non essere notate dagli ignari animali. L’alieno utilizza lo stesso stratagemma ma si serve di strumenti progettati con una cura del dettaglio nettamente superiore affinché i suoi strumenti non vengano individuati e rimossi. Alcune volte però l’intento fallisce perché anche la tecnologia umana sta evolvendo e grazie all’uso di un’intelligenza artificiale sempre più avanzata, avente scopi militari (quindi non la limitatissima versione civile, messa a disposizione del pubblico), anche l’uomo è ora in grado di individuare e contrastare questo tipo di attività extramondo. É già capitato diverse volte che negli Stati Uniti d’America, ma anche in Russia e in altre nazioni, trasporti eccezionali, scortati da convogli militari, attraversassero velocemente dei centri urbani con un carico top secret: probabilmente si trattava di questi oggetti tecnologici che erano stati intercettati e prelevati per poi essere analizzati in altrettanti laboratori militari top secret. Partendo da questi oggetti prelevati, l’industria delle armi, in collaborazione con le più avanzate forze armate del mondo, sta sviluppando una nuova forma di tecnologia (retroingegneria) che si spera potrà essere in grado di contrastare più efficacemente l'invasione già in atto. 

Silenzio! Il nemico ci ascolta.

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